martedì 22 agosto 2017
☆TOXIC ☆
Da qualche giorno a questa parte, facendo jogging per le vie della mia città, non ho potuto fare a meno di imbattermi in un piccolo oleandro, spuntato spontaneamente sul ciglio di una strada.
Sebbene non ami molto tenere piante velenose sul mio balcone dei sogni -vuoi perché ci gira anche il gatto dei vicini, vuoi perché ci coltivo anche piante orticole e non voglio finire al pronto soccorso come quella vecchietta che scambiò la cicuta per finocchietto selvatico- la consapevolezza che presto lo stradino comunale sarebbe passato a falciarlo insieme alle altre erbacce a bordo strada, mi ha spinta a fare un'eccezione e portarlo a casa. Dopotutto, sul balcone ne abbiamo già un altro che, nato spontaneamente nel vaso del rosmarino, è stato prontamente trapiantato in un vaso a sé, e riconfermato da tutta la famiglia. Nonostante i frequenti tentativi di mia madre di affibbiarlo ad amici e parenti perché il colore -bianco con un'ombra appena percepibile di rosa- non è di suo gradimento, da che mi sono accorta che si trova a suo agio anche sul mio "balcone killer", ho iniziato a rivalutare la sua presenza nella mia piccola oasi di pace. E per quanto riguarda il colore, che a me piace, "a caval donato non si guarda in bocca".
Effettivamente una pianta così resistente si rivela veramente utile quantomeno per provare a creare una zona d'ombra su un balcone che in estate raggiunge i 40° e riceve il sole ininterrottamente dall'alba al tramonto; inoltre i suoi bellissimi fiori riempiono di colore e allegria tutto l'ambiente con un minimo sforzo.
È un vero peccato che molte delle piante con i fiori più belli e colorati, siano in realtà velenose o tossiche, e anche l'oleandro non si smentisce trovandosi nella top ten delle piante più velenose al mondo. Tutte le sue parti, radici, fiori, foglie, sono altamente tossici, e anche la terra in cui cresce un oleandro e l'acqua di scolo dei suoi vasi s'impregna pericolosamente del suo veleno, per questo è bene limitare questa pianta in un vaso a sé, lontano dalle altre. Non è esattamente una pianta da prendere con leggerezza, insomma. Io forse esagero ma quando lo devo accudire metto sempre i guanti e alla fine del lavoro mi lavo attentamente le mani con sapone e spazzolina neanche fossi un chirurgo! Mi rimane un po'di preoccupazione avendo la gattina che ama passeggiare sui miei balconi alla ricerca di gramigna da mordicchiare... Anche se per fortuna finora non ha mai dato nessuna attenzione a quel vaso, per sicurezza ho pensato di circondarlo con un fitto giro di reticella, ma se avete in casa animali o bambini piccoli vi sconsiglio fortemente di portarvi a casa questa pianta.
E dunque mi accingo a trapiantare questo nuovo oleandrino trovatello che andrà a fare compagnia a quello già presente sul mio balcone. Penso che metterò i due oleandri ai due angoli estremi del balcone, lontano da tutto il resto ma in risalto, simmetrici e pieni di colore, e circondati da massicci giri di reticella isolante! Chissà se il colore del nuovo arrivato sarà di gradimento a mia madre? Tra qualche anno avremo la risposta!
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