mercoledì 18 maggio 2016

☆ LA STORIA DI IGNOTO#1, IL PEPERONCINO MISTERIOSO! ☆



Oggi vi racconto la storia di "Ignoto#1": il mio primo peperoncino.





Un bell'inverno di due o tre anni fa, i miei parenti di Milano sono venuti a trovarci come di consueto recando doni natalizi per tutta la famiglia. Tra questi doni vi era una scatola di peperoncini piccanti coltivati sulla terrazza direttamente da loro quella stessa estate. Quei peperoncini erano di vario genere, alcuni lunghi e sottili, altri più cicciottelli ma sempre allungati, altri ancora più tozzi e corti... 
Fatto sta che mi sono fiondata online per farmi una cultura sul peperoncino e cercando cercando mi sono imbattuta in una infinità di pagine riguardanti persone che coltivavano peperoncini per i più disparati utilizzi. Voi lo sapevate che il peperoncino si può coltivare facilmente a partire dai suoi semini? Sì, proprio quelli lì che se ci capitano nel sugo ci tramutano in draghi sputafuoco! Sicuramente voi lo sapevate già ma vi assicuro, all'epoca, per me fu una vera illuminazione. 
Basta metterli a mollo una notte in acqua e camomilla e poi lasciarli su un tovagliolo bagnato in una scatolina col coperchio trasparente e forato finchè non li vedrete germogliare. I peperoncini hanno un modo veramente adorabile e tutto loro per venire al mondo: ben presto li vedrete liberarsi dell'involucro del semino e aprire le prime due foglioline verso l'alto assumendo una forma a V come per dire "Ta-daaan! Eccomi qua!". Una cosa così semplice e divertente potevo non provarla anch'io? 
E così sono nati i miei peperoncini Ignoto#1! 
Il nome è dato dal fatto che per sperimentare ho preso dei semini a caso che erano caduti sul fondo della scatola e la varietà che è nata presenta caratteristiche che non sono riuscita a far risalire a una varietà specifica. Ho chiesto ai miei parenti ma purtroppo loro avevano comprato le piante così, a simpatia, senza curarsi della varietà e ormai avevano già buttato via tutti i talloncini del vivaio. Nemmeno su internet sono riuscita ad ottenere una risposta certa, l'ipotesi più probabile è che si tratti di qualche ibrido. Resto in attesa che un giorno qualcuno lo riconosca e mi sappia dire che varietà è o se davvero si tratta proprio di un ibrido. 
Nel frattempo io gli ho dato un nome e ho deciso che se davvero non è di "razza pura" ne farò la mia varietà personale: la forma è simpatica, il gusto è buono e piuttosto piccante, ma soprattutto è il mio primissimo peperoncino e mi sono affezionata! Oggi è il secondo anno che è con noi e nonostante il disastro che ho fatto quest'inverno sperimentando la potatura è di nuovo già pieno di fiorellini e boccioli pronti a trasformarsi in coloratissimi peperoncini! 

E voi? Date mai un nome alle vostre piante?
Qualcuno riesce a riconoscere la varietà del mio peperoncino Ignoto#1? O devo arrendermi alla realtà che veramente si tratti di un ibrido? 

Se vi va fatemelo sapere nei commenti! A presto!

martedì 10 maggio 2016

☆VERSO UN EDEN SUL BALCONE☆



E' da un pò di tempo ormai che carezzo un piccolo sogno: realizzare sul balcone un piccolo orto-giardino. 

Qualche anno fa mi capitò di prendermi un malanno, niente di grave, per carità, ma ciononostante attraversai lo stesso un periodo molto buio. Mi sentivo veramente molto sola e a terra e in quella situazione, ciò che davvero mi ha aiutata a rialzarmi sono state le piante. 
Convinta che le verdure biologiche mi avrebbero aiutata a stare meglio, e alla disperata ricerca di erbe ayurvediche che potessero farmi guarire iniziai poco per volta la mia piccola avventura dell'orto-balcone con tre piante di peperoni corno di bue, due di fagioli dell'occhio, due meloni, qualche fragola, peperoncini piccanti (nati da semi di peperoncini regalati da parenti che a loro volta li coltivavano in terrazzo), un'aloe vera e svariate erbe officinali: basilico, menta, rosmarino... 
Ben presto mi resi conto che non sarebbe stata tanto la verdura biologica coltivata da me a guarirmi, in quanto la coltivazione in balcone difficilmente sarebbe bastata a sostentare l'intera famiglia, ma la gioia e l'energia che giorno dopo giorno stavo mutuando dalle piantine che coltivavo con tanto affetto.
A poco a poco, esse sono diventate la ragione per alzarmi dal letto ogni mattina, per muovermi e impegnarmi, pensare a qualcos'altro o addirittura a sgombrare proprio del tutto la mente. Le piante erano diventate un pò la mia ragione di vita, come io lo ero per loro: se io non avessi alzato la tapparella ogni mattina, quelle che erano ancora dentro casa perchè troppo piccole per il trapianto sarebbero morte, se io non avessi innaffiato con regolarità le piante all'esterno, il caldo torrido dell'estate le avrebbe seccate in poche ore... e in cambio loro mi regalavano ogni giorno la gioia di una foglia nuova, un frutto maturo, o anche semplicemente della loro nascita in un pezzo di scottex bagnato!

Grazie alla frequentazione di vari gruppi di condivisione e consigli sull'orto-balcone, il giardinaggio e la coltivazione ho imparato molte cose, ma ancora molto mi resta da imparare. La cosa più bella, però, è che ho riscontrato quante splendide persone ci sono là fuori che condividono questa mia stessa passione e, ad accomunarle tutte ho trovato proprio una grande gentilezza, apertura e sensibilità.


Oggi ho altri obiettivi nella vita che hanno poco o niente a che vedere con le piante o con l'agricoltura, ma dovunque mi porterà il mio destino, qualunque sarà il mio futuro, le piante saranno sempre una parte irrinunciabile della mia vita e della mia casa, ovunque andrò. 
In un mondo in cui lo spazio a disposizione della Natura viene riducendosi per le inevitabili necessità dell'Uomo, forse rispolverare e riadattare l'idea dei leggendari giardini pensili di Babilonia, seppur nel piccolo delle nostre possibilità, potrebbe essere una delle risposte, e chissà che la bellezza della Natura non riesca a rasserenare gli animi di questo periodo in cui viviamo.. anche se mi rendo conto di quanto questa idea possa essere utopistica, preferisco sperare cose belle piuttosto che disperarmi per le cose brutte di questo mondo! 

Quest'anno ho deciso di sperimentare un pò di nuove piante nel mio orto-balcone e ho pensato di condividere volta per volta la mia piccola avventura verso l'Eden balconaro dei miei desideri! Per realizzare un balcone proprio come quello nei miei sogni ci vorrà tempo, però come ci insegna la Natura le cose non succedono mai dall'oggi al domani, i sogni si realizzano, un giorno dopo l'altro!